Carillon
Si aggirava nella gabbia di pensieri
Qual’è la ragione che porta un individuo ad incidere su una panchina di un parco pubblico frasi inneggianti l’eternità? Cosa spinge una persona a materializzare un suo desiderio recondito, una speranza che non sia in futuro disattesa, un segno significativo di uno stato mentale assolutamente coinvolto da una storia d’amore che si pensa, al momento della stessa azione, inattaccabile, unica, fuori dal comune e si…..eterna? Con quale presunzione ci si presta a mostrare ai posteri i segni tangibili, seppur materiali, di un tale coinvolgimento sentimentale? Oggi, passeggiando senza meta, come ormai mi accade di fare frequentemente, a causa di orari lavorativi piuttosto inusuali (per non dire scomodi), osservando le panchine in legno di un noto parco labronico, mi sono posta queste domande. Esorcizzare le paure più intrinseche? Sfidare la possibile avversa sorte? Lasciare segni immutabili nel tempo di ciò che a dispetto delle migliori intenzioni, si rivelerà provvisorio e fallibile ? Mentre mi godevo l’inebriante presenza dell’autunno, il mio sguardo un pò distratto si è soffermato su queste frasi: "Quando mi baci vado in paradiso… sei tutto", "Vivo solo quando sei con me", "Tu ed io per sempre insieme", "Non posso esistere senza di te". Camminando, leggevo queste testimonianze indelebili di amori apparentemente perfetti e mi domandavo quanti di essi fossero ancora inattaccabili dalle insidie del tempo, della routine e della tentazione. Ho rivolto il mio pensiero agli autori di tali romantiche azioni ed ho augurato loro ogni sorta di bene. Che il loro amore sia davvero eterno, che i loro sentimenti siano immuni di fronte agli ostacoli che la vita, inevitabilmente può portare sui loro cammini. Più di ogni altra cosa ho tacitamente augurato loro di trovare la persona giusta che possa in qualche modo rendere onore ad un simile gesto. Sfidare il tempo, anelare all’eternità…..perché no?
Ci siamo incontrate in libreria. Sapevo che saresti passata in città uno di questi giorni ma non mi aspettavo di trovarti proprio qui, appena oltrepassato l’ingresso di questo storico negozio del centro. E’ stata una gran bella sorpresa. Ti sono venuta incontro e ti ho toccata quasi per assicurarmi che fossi realmente tu. Ti ho guardata a lungo con desiderio e, alla fine, mi sono decisa: sorridendoti ti ho invitata a casa.
Mentre ci dirigevamo all’uscita, ho pensato che la serata sarebbe stata intrigante: un bicchiere di vino e la prospettiva di passare qualche ora insieme.
Ho appena finito di leggere questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera.it
Il locale è situato sul lungomare e, come ogni ristorante in località balneare, ha un menù caratterizzato da piatti prevalentemente a base di pesce. I proprietari festeggiano venticinque anni di attività e, per l’occasione, hanno deciso di mettere a disposizione dei loro clienti un sommelier. Ecco il motivo per cui stasera mi trovo qui.
Parto. Con l’entusiasmo di sempre, lo stesso che si impadronisce di me alla vigilia di un viaggio verso paesi mai visti. Voglia di luoghi e di volti nuovi, voglia di ritrovarmi in mezzo ad una folla di perfetti sconosciuti.
Martedì sera. Sono appena tornata da lavoro. Il tempo di darmi una rinfrescata, di cambiarmi e sono pronta per la cena. I miei, già a tavola, stanno guardando Alta Tensione alla TV. Carlo Conti ultimamente è una presenza che accompagna la mia cena. Non è il massimo ma, mi piace vedere i miei genitori divertirsi tentando di indovinare i quiz. Dicono che serve per tenere in allenamento la memoria: sicuramente il metodo funziona perché è certo che sono molto più reattivi e nettamente meno arrugginiti della sottoscritta.
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